Pulire l’acquario con scrupolo e costanza è una prassi fondamentale per salvaguardare la buona salute e la vita dei pesci che lo abitano. È infatti molto importante ricordare che gli acquari, oltre ad abbellire, adornare e colorare le nostre abitazioni, ospitano a tutti gli effetti degli esseri viventi.
Scordiamoci i pesci pulitori, perché fanno tutto tranne che pulire, ed impariamo come prenderci cura del nostro acquario. La convinzione che esistano pesci in grado di pulire l’acquario al posto dell’acquariofilo è un mito diffuso: i pesci “pulitori” non esistono nel senso stretto del termine.
Pulizia del fondo
Il fondo dell’acquario è il posto dove si accumula la cacca dei pesci assieme ad avanzi di mangime o foglie morte.
Tutte queste sostanze vanno in decomposizione e causano la formazione di fosfati (tossici ed inibitori della crescita dei pesci, causano l’insorgenza di malattie e nei casi peggiori la morte. Come conseguenze secondarie la presenza di fosfati causa la formazione delle odiate BBA (alghe nere a pennello) o altre specie di alghe.
Per rimuovere i fanghi del fondo è necessario utilizzare la campana aspira rifiuti come si vede nel seguente video.
Anche in acquari con sabbia ultrafine la pulizia con campana aspira rifiuti (detto anche sifone) è necessaria. Eventuale sabbia che viene aspirata e finisce nel secchio può essere pulita e rimessa in acquario.
L’acqua sporca ottenuta in questo modo è ottima per annaffiare le piante dell’orto o del balcone.
Pulizia degli arredi invasi dalle alghe
Se per troppo tempo abbiamo trascurato la pulizia del fondo è probabile che gli arredi e le piante siano invasi da alghe nere.
Eliminiamo arredi finti di plastica e le rocce, se proprio vogliamo riutilizzarle possiamo lavarle con varechina non profumata o con acqua ossigenata. Dopo entrambi i trattamenti è bene sciacquare e lasciare asciugare per qualche giorno rocce ed arredi. Ricordiamoci che sotto le rocce si accumula lo sporco quindi quando utilizziamo la campana aspira rifiuti dobbiamo spostarle se è possibile. Facciamo attenzione perché le rocce graffiano i vetri quindi manovriamole con attenzione.
Eventuali legni possono essere estratti, messi a mollo in acqua ossigenata oppure fatti essiccare e poi puliti.
Le piante con foglie dure come le Anubias possono essere tirate fuori, pulite delicatamente con lana di perlon oppure uno scottex imbevuti di varechina non profumata, sciacquate e riposizionate subito. Le piante con foglie tenere devono essere potate rimuovendo totalmente la parte infestata ed eventualmente sostituite.
Se non la abbiamo aggiungiamo una pianta a crescita veloce (esempio Najas guadalupensis) per contrastare le alghe.
Impostiamo un calendario per ricordarci di effettuare la pulizia del fondo costantemente, se non otteniamo risultato bisogna intervenire più a fondo dopo aver analizzato questi aspetti:
- I pesci ospitati sono troppi?
- Somministro troppo cibo?
- L’acqua di rubinetto ha troppi fosfati?
- Pulisco il fondo abbastanza frequentemente?
- Cambio l’acqua abbastanza frequentemente?
- Ho una pianta a crescita veloce?
- Ho abbastanza piante?
- Ci sono altri possibili errori nella gestione della vasca?
Pulizia del vetro
Il vetro dell’acquario viene pulito con un raschietto perché è il metodo più efficace. Il raschietto non causa danni al vetro a meno che erroneamente non lo incliniamo andando a creare un graffio con la punta esterna della lama. Bisogna anche fare attenzione nelle zone dove il calcare è presente utilizzando il raschietto spingendolo in avanti e mai indietro come spiegato nel prossimo video.
Al posto del raschietto possiamo utilizzare la classica calamita ma è meno efficace e il rischio di graffiare il vetro è elevato.
Dopo aver svuotato parzialmente l’acquario per effettuare il cambio d’acqua possiamo passare un panno imbevuto di aceto di vino bianco nella parte interiore del vetro per rimuovere aloni di calcare. Questa procedura si applica soltanto alla parte di vetro che rimane fuori dall’acqua, se cadono un paio di gocce di aceto in acquario non succede nulla. Il panno che preferisco per questa procedura è il panno Dealo scamosciato al poliuretano.
La stessa procedura con il panno imbevuto di aceto può essere utilizzata per pulire i vetri esternamente quando abbiamo completato tutti gli interventi di manutenzione; un vetro pulito rende l’osservazione dell’acquario più gradevole.
Pulizia del filtro
Il filtro è colonizzato da batteri utili che ci aiutano a rimuovere ammonio e nitriti dall’acquario con la formazione di nitrati (i nitrati si tolgono soltanto con i cambi d’acqua). Una pulizia del filtro eccessiva potrebbe uccidere questi batteri, il cloro e lo sbalzo di temperatura diversa dell’acqua di rubinetto uccidono i batteri come anche antibiotici o alcune sostanze chimiche.
Supponiamo di avere un filtro composto da tre materiali, Cannolicchi, spugne, e lana di perlon.
La lana di perlon può essere lavata sotto la canna del rubinetto, ed eventualmente sostituita. Possiamo pulire la lana di perlon anche mensilmente
Le spugne possono essere strizzate, ma per non perdere tutti i batteri utili che le hanno colonizzate eseguiamo questa procedura in un secchio con acqua presa dall’acquario e senza esagerare con la pulizia. Possiamo pulire le spugne quando sono troppo sporche.
I cannolicchi non devono essere puliti, a meno che dal filtro inizia ad uscire meno acqua del solito e la pulizia delle spugne non ha sortito effetto. In tal caso possiamo estrarli dal filtro ed immergerli in un secchio con acqua dell’acquario dove con una sgrullata faremo fuoriuscire il grosso della melma.